Questo è il terzo e ultimo dei tre articoli dedicati al nostro weekend in Istria in bicicletta: dopo il racconto del venerdì tra Italia, Slovenia e Croazia e del sabato a Parenzo, chiudiamo il viaggio con la tappa del rientro.
L'ultima tappa del nostro weekend in Istria in bicicletta è anche la più lunga: 123 km e 900 metri di dislivello per tornare da Parenzo a Muggia, chiudendo il cerchio esattamente dove tutto era cominciato. Ma è anche la tappa con più storia sotto le ruote, perché per gran parte del percorso non si pedala su una strada qualunque: si pedala su un binario che non c'è più.
Ore 8:30, ultima partenza da Parenzo
Il gruppo riparte presto, con le gambe che hanno già macinato due giorni di costa istriana e il pensiero già rivolto a casa. La direzione però è chiara fin da subito: si imbocca la Ciclovia Parenzana, il percorso ciclabile che ha preso il posto della vecchia ferrovia a scartamento ridotto attiva dal 1902 al 1935 tra Trieste e Parenzo.
Pedalare su una ferrovia dismessa
La ferrovia Parenzana fu inaugurata il 1° aprile 1902 e costruita dall'Austria come la più lunga linea a scartamento ridotto da 760 mm mai realizzata dall'impero: 123 km che attraversavano l'intera Istria trasportando passeggeri e merci locali, dal vino all'olio d'oliva, dalla pietra istriana al sale. Restò in funzione per 33 anni, fino alla chiusura definitiva il 31 agosto 1935, decisa perché la crisi economica degli anni Trenta rese più conveniente il trasporto su autobus. Oggi il tracciato è diventato una pista ciclabile che attraversa tre stati — 13 km in Italia, 32 km in Slovenia, 78 km in Croazia — e conserva ancora sei viadotti e sette tunnel scavati nella roccia calcarea, percorribili nel tratto tra Buie e Visignano. C'è qualcosa di particolare nel pedalare su un tracciato pensato per i treni e non per le biciclette: le pendenze sono dolci per costruzione, mai brusche, perché un convoglio dell'epoca non poteva affrontare salite ripide. Il risultato, novant'anni dopo la chiusura della linea, è un percorso quasi perfetto per chi va in bicicletta: gallerie, vecchi ponti, stazioni abbandonate che oggi sono aree di sosta o piccoli musei a cielo aperto. Si attraversa ancora una volta il confine tra Croazia, Slovenia e Italia, ma stavolta il ritmo è diverso, più contemplativo: non si insegue una destinazione lontana, si segue un binario immaginario che sa esattamente dove portarti.
Il rientro a Muggia
Gli ultimi chilometri riportano il gruppo a Muggia, dove tutto era iniziato il venerdì mattina, tra le stesse case color pastello e lo stesso campanile veneziano che avevano salutato la partenza. È il momento in cui si fanno i conti, non tanto sui chilometri quanto sulle sensazioni: tre giorni, tre nazioni, un'unica costa attraversata a un ritmo che una macchina non potrebbe mai permettersi. La stanchezza nelle gambe è la stessa di ogni fine weekend in bicicletta, ma con in più la sensazione di aver seguito, per un giorno, la strada di un treno che non esiste più.
I dettagli del weekend
18-19-20 settembre 2026
Percorso adatto a bici gravel o MTB, anche a pedalata assistita
Hotel 3/4 stelle con piscina a Parenzo, mezza pensione
€ 345,00 a persona in camera doppia, colazione e cene comprese
Per informazioni e iscrizioni:
Gianluca, 348.4513200, gs@gianlucasantacatterina.it —
Beatrice, 0444.303001, beatrice@jonas.it
Organizzazione tecnica: Circolo Viaggi srl – Vicenza – Autorizzazione amministrativa Provincia di Vicenza n°507 del 11-03-2003
