Questo è il secondo di tre articoli dedicati al nostro weekend in Istria in bicicletta: dopo aver raccontato il venerdì, giornata di attraversamento tra Italia, Slovenia e Croazia, ci fermiamo oggi a Parenzo per il giorno più libero del programma.
Se il venerdì è la tappa che ti porta da un paese all'altro, il sabato del nostro weekend in Istria in bicicletta è la giornata in cui ognuno decide il proprio ritmo. Non c'è un unico programma: c'è Parenzo che aspetta chi vuole fermarsi, e c'è la strada per Rovigno che aspetta chi non riesce proprio a scendere di sella.
Chi resta: spiaggia, piscina, Parenzo con calma
Dopo i 115 km del venerdì, restare in hotel non è una rinuncia, è una scelta. Parenzo nacque come fortino militare romano nel II secolo a.C. sulla piccola penisola dove sorge ancora oggi il centro storico, e l'impianto urbanistico di allora — il Decumano e il Cardo Maximus — è ancora perfettamente leggibile passeggiando tra le vie. Nel 1267 fu la prima città istriana a sottomettersi a Venezia, dando inizio a oltre cinque secoli di dominio veneziano di cui restano palazzi e piazze eleganti. Ma il cuore della città resta la Basilica Eufrasiana, fatta costruire nel 553 dal vescovo Eufrasio e decorata con mosaici bizantini di rara bellezza, dichiarata Patrimonio dell'Umanità UNESCO nel 1997: vale una visita con calma, magari nell'ora in cui la luce dorata filtra tra le colonne e accende l'oro dei mosaici absidali. Il resto della giornata può essere piscina, spiaggia, o semplicemente il tempo di non guardare l'orologio, cosa che in un viaggio in bicicletta capita raramente.
Chi pedala: l'uscita guidata verso Rovigno
Per chi invece non riesce a lasciare la bici in garage, il programma prevede un'uscita guidata verso Rovigno e ritorno: circa 85 km e 850 metri di dislivello, più impegnativa nel dislivello che nella distanza. La strada costiera regala un susseguirsi di calette nascoste, pinete che arrivano fino all'acqua e piccoli borghi di pescatori dove il tempo sembra essersi fermato qualche decennio fa.
Rovigno è il punto più alto della giornata, in tutti i sensi: come Parenzo, era un'isola separata dalla terraferma fino al 1763, quando il canale che la divideva dal continente fu interrato. La città vecchia si arrampica su un promontorio dominato dalla chiesa di Sant'Eufemia, il cui campanile — 62 metri, il più alto dell'Istria — è sormontato da una statua girevole della santa che indica la direzione del vento. Secondo la leggenda locale, il sarcofago con le reliquie di Sant'Eufemia scomparve da Costantinopoli e approdò miracolosamente sulla spiaggia di Rovigno all'alba di un giorno d'estate dell'800, trainato in cima al colle da un ragazzo con due giovani vitelli: da allora la santa è patrona della città. Il campanile si vede da chilometri di distanza lungo la costa, ed è la prima cosa che si scorge arrivando in bici da Parenzo. Vale la sosta, anche solo per bere qualcosa guardando il mare dall'alto prima di rimettersi in sella per il ritorno.
Una giornata, due velocità
Quello che rende speciale il sabato non è tanto l'uno o l'altro percorso, ma il fatto che il gruppo possa dividersi e ritrovarsi la sera, allo stesso tavolo, con racconti diversi da mettere in mezzo. Chi è rimasto racconterà i mosaici della Basilica Eufrasiana, chi è partito racconterà il campanile di Sant'Eufemia visto dal sellino. Entrambe le versioni valgono lo stesso weekend.
I dettagli del weekend
18-19-20 settembre 2026
Percorso adatto a bici gravel o MTB, anche a pedalata assistita
Hotel 3/4 stelle con piscina a Parenzo, mezza pensione
€ 345,00 a persona in camera doppia, colazione e cene comprese
Per informazioni e iscrizioni:
Gianluca, 348.4513200, gs@gianlucasantacatterina.it —
Beatrice, 0444.303001, beatrice@jonas.it
Organizzazione tecnica: Circolo Viaggi srl – Vicenza – Autorizzazione amministrativa Provincia di Vicenza n°507 del 11-03-2003
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