C'è una domanda che mi sento fare spesso, dopo che le persone leggono la mia storia: "Ok Gianluca, ma io come faccio a lavorarci, su questa roba?"
Non hanno bisogno di tre interventi al cuore per farsela, questa domanda. Basta un momento della vita in cui il limite non è più un'idea astratta, ma una parete di fronte alla quale ci si sente fermi. Un lavoro che pesa. Una diagnosi. Una perdita. Una paura che non se ne va. O anche, semplicemente, la sensazione di aver smesso di scegliere e di essersi messi solo a resistere.
Io quella parete l'ho conosciuta da vicino. L'ho raccontata nel libro Resilienza per Cuori Testardi, l'ho portata in bicicletta per 616 chilometri in 36 ore consecutive con il progetto #pedalaconilcuore, l'ho spiegata sul palco davanti a istruttori e atleti. Ma il punto non è mai stato il chilometraggio, né il numero di interventi. Il punto è cosa succede nella testa nel momento esatto in cui capisci che il limite non lo decide il corpo, lo decide lo sguardo che hai su di esso.
Il limite non è la fine della storia, è l'inizio del metodo
Quando mi hanno operato la prima volta, nessuno mi ha dato un manuale su come affrontare la paura, la frustrazione, il senso di ingiustizia. Ho dovuto costruirmelo da solo, un pezzo alla volta, fatto di domande scomode e di piccole vittorie quotidiane. Col tempo quel percorso personale è diventato un metodo strutturato, quello che oggi porto nel mio lavoro di mental coach: non promesse magiche, ma strumenti concreti per allenare la mente a stare dentro la difficoltà senza esserne travolta.
Ho capito una cosa che ripeto spesso nelle mie sessioni: la resilienza non è una dote che hai o non hai, è un allenamento. Come i muscoli, come il fiato in salita. Si costruisce con costanza, con qualcuno che ti guida, con esercizi mirati e con la volontà di guardare in faccia quello che fa paura, invece di girarci intorno.
Perché ho aperto il coaching online
Per anni ho lavorato soprattutto in presenza — con atleti, istruttori, gruppi in occasione di eventi ed incontri come Special Guest. È un lavoro che amo, ma ha un limite: la geografia. Non tutti possono raggiungermi a Vicenza o venire a un mio intervento dal vivo. E la verità è che chi ha più bisogno di questo percorso spesso non ha nemmeno le energie per organizzare uno spostamento, figuriamoci pianificarlo in mezzo a una vita già in affanno.
Per questo ho deciso di rendere il mio metodo di mental coaching accessibile anche a distanza, con sessioni online individuali pensate per chi vuole:
Ritrovare motivazione e direzione quando la vita professionale o personale sembra essersi bloccata
Allenare la resilienza in modo strutturato, con strumenti pratici e non solo con belle parole
Affrontare un momento di difficoltà specifico — una malattia, una perdita, un cambiamento improvviso — senza restarne prigionieri
Costruire una nuova relazione con i propri limiti, sportivi o di vita, trasformandoli in punti di partenza invece che in sentenze definitive
Ogni percorso è costruito sulla persona che ho davanti, non su uno schema preconfezionato. Perché ogni "cuore testardo" ha la sua storia, e il mio compito non è raccontargli la mia al posto della sua, ma aiutarlo a scrivere la propria.
Non devi decidere subito: prova la call gratuita
Capisco benissimo l'esitazione. Affidarsi a qualcuno per lavorare sulla propria testa non è come prenotare una visita di controllo: richiede fiducia, e la fiducia non si costruisce leggendo una pagina web.
Per questo offro una call conoscitiva gratuita, senza impegno. Non è una seduta di vendita, è uno spazio per capire insieme se il mio metodo può davvero fare al caso tuo: raccontami dove ti trovi, qual è il limite che senti più stretto in questo momento, e vediamo insieme se e come possiamo lavorarci.
A volte basta quella mezz'ora per capire che il primo passo è già fatto: hai smesso di guardare il muro e hai iniziato a chiederti come scavalcarlo.
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Non sono giovane, non sono magro, non ho una salute perfetta. Ma ho imparato che i limiti non chiedono il permesso per esistere — e neanche noi dovremmo chiederlo per iniziare ad affrontarli.
Se vuoi leggere la storia completa che ha dato origine a questo percorso, la trovi qui: Tre interventi al cuore, una bicicletta, e la scoperta che ha cambiato il mio modo di affrontare i limiti
Gianluca Santacatterina
Solitary Ultracyclist • Mental Coach • Autore
#pedalaconilcuore | gianlucasantacatterina.it
